[t'immagini Brennero]

Abitare, rappresenta una delle relazioni fondamentali che l’uomo moderno intrattiene con il proprio mondo. Ma cosa significa esattamente abitare? C’è forse qualcosa che va oltre il semplice vivere in un luogo?
Abitare (dal latino habitare), deriva da habere (avere) ed il suo significato proprio si può tradurre con “avere continuamente”.
L’azione dell’abitare, rimanda dunque all’avere con continuità. Avere non certo nel senso di possedere, ma di disporre, adattare alle proprie esigenze, ordinare, ripensare…
Gli abitanti di un luogo “hanno” dunque le loro case, i loro spazi, i loro luoghi di incontro, che cambiano e si trasformano in continuazione.
Ma, come sappiamo, non cambiano solo i luoghi del nostro vivere, cambiano anche i loro abitanti, che possono provenire da realtà sociali, culturali e religiose molto distanti dalle comunità che hanno fino ad oggi “avuto” questi luoghi.
L’abitare è quindi, oggi più che mai, parte di un interessante, e non sempre semplice, processo socio-culturale che in un continuum spazio-temporale mette in relazione il territorio con la sua comunità.
Questo è il tema di ricerca che ho sviluppato insiemte alla cooperativa sociale “Atelier” in un lavoro intitolato “T’immagini Brennero”.
Una sorta di piccolo cantiere d’arte sociale, un percorso in cui l’arte si presta al servizio dello sviluppo della comunità per creare occasioni d’incontro, di condivisione e di discussione.
Per molte settimane Brennero è diventato il baricentro del lavoro di ricerca degli ideatori di questo progetto.
Per stimolare le necessarie occasioni d’incontro e soprattutto confronto su questo importante tema, gli abitanti di Brennero sono stati coinvolti in diverse iniziative.
Una mostra fotografica, dove alle immagini di alcuni dei luoghi ritenuti più significativi per comprendere le trasformazioni che il territorio ha subito negli ultimi anni, vengono affiancati i ritratti di alcuni membri dell’odierna comunità. Qui ho fatto la scelta di allestire, come fondale del set di ripresa, una semplicissima lavagna scolastica, sulla quale ad ogni soggetto ripreso è stato chiesto di apporre, con il classico gessetto, la propria firma.
Metafora che indica come la vera integrazione di comunità tanto diverse, di cui i soggetti ripresi ne sono i silenziosi ambasciatori culturali, si raggiunge solo se tutti i protagonisti sono disposti a confrontarsi con i nuovi “vicini” senza alcun condizionamento.
Il tema della riflessione sulla realtà di oggi e di domani di Brennero, con i sui problemi, le sue aspettative, le sue problematiche, è stata proposta anche ai bambini della Scuola dell’infanzia che, assieme ai loro genitori, con i loro disegni hanno risposto alle domande: come vorresti fosse la tua scuola? Come vorresti fosse il tuo giardino? Come vorresti fosse Brennero domani?
Infine, diversi abitanti hanno offerto la loro parola, e dalle loro testimonianze è stato tratto un racconto polifonico, davvero rivelatore delle realtà profonde di questa comunità.
Tre percorsi di ricerca autonomi, che hanno utilizzato la creatività come linguaggio comune ed universale per l’integrazione e la mediazione culturale tra i vecchi ed i nuovi cittadini di Brennero.

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